L'ottico Magazine
LA FABBRICA EYEWEAR - RADICI AUTENTICHE, DESIGN ATEMPORALE E VERO MADE IN ITALY DAL CUORE DELLE DOLOMITI
Dopo essersi conosciuti in Spagna mentre Corinna faceva un Erasmus, Alejandro si trasferisce dalla Galizia al Cadore, dove ha scoperto nell’occhiale un vero oggetto di ricerca e design, lasciandosi rapidamente coinvolgere dalle sinergie che animano questo territorio. È proprio in questo periodo, dopo l’ingresso di Alejandro nell’azienda di famiglia di Corinna, che prende forma l’idea di costruire un progetto proprio e autentico.
Da un lato emergono le radici di Corinna, profondamente legate alle Dolomiti; dall’altro si delinea progressivamente l’identità atlantica di Alejandro, destinata a diventare parte integrante del brand. In un mercato sempre più veloce, omologato e spesso lontano dai luoghi di produzione, La Fabbrica Eyewear rivendica con orgoglio una scelta controcorrente: produrre solo edizioni limitate nel cuore del distretto dell’occhialeria.
Abbiamo incontrato Corinna e Alejandro per farci raccontare meglio il processo creativo e la visione che guida ogni collezione.
La Fabbrica Eyewear è un brand giovane, ma nasce in un territorio con una storia antica nell’occhialeria. Perché il vostro brand nasce in Cadore e perché si chiama La Fabbrica Eyewear?
La Fabbrica Eyewear nasce in Cadore perché è qui che, per generazioni, la produzione di occhiali ha fatto parte della vita quotidiana delle persone. In passato, molte abitazioni ospitavano al piano terra piccoli laboratori artigiani, e questa realtà è stata anche la mia, racconta Corinna.
Mio padre e mio zio hanno fondato ASTER Srl nel 2001, anche se lavoravano da sempre nel settore dell’occhialeria, uno come saldatore e l’altro come produttore di aste. Crescere in questo contesto ha significato vivere quotidianamente il confine sottile tra vita privata e lavoro: La Fabbrica era il luogo dove tutto si intrecciava.
È così che io e le mie sorelle abbiamo sempre chiamato la bottega sotto il nostro salotto, “La Fabbrica”, e il rumore costante del buratto accompagnava le nostre giornate, diventando parte della nostra normalità.
Dai primi anni Duemila l’azienda di famiglia è cresciuta e continua tutt’oggi la propria attività, superando anche la profonda crisi causata dalla concorrenza asiatica. Un periodo complesso, affrontato con determinazione e dedizione, che ha portato oggi all’apertura di una nuova sede operativa e all’introduzione di nuovi macchinari, confermando la volontà di mantenere la produzione nel territorio.
Il nome La Fabbrica Eyewear nasce quindi proprio come omaggio a quelle piccole realtà artigiane che hanno dato forma all’occhialeria del distretto del Cadore: aziende nate spesso al piano terra delle abitazioni, fondate su competenze tramandate, impegno e passione. Un’identità autentica, che il brand ha scelto di preservare e reinterpretare in chiave contemporanea.
In un mercato dell’occhialeria sempre più veloce, standardizzato e orientato alla produzione di massa, perché avete sentito l’esigenza di creare un vostro brand indipendente? E cosa rappresentano per voi le capsule limitate e il concetto di slow fashion all’interno di un sistema che sembra correre in direzione opposta?
Abbiamo deciso di creare un nostro brand perché sentivamo il bisogno di canalizzare la nostra creatività in un progetto che ci rappresentasse pienamente.
Lavorando da anni come produttori di aste per altri brand di occhiali, indipendenti e non, il passaggio verso un marchio nostro è stato naturale. Conosciamo già a fondo l’acetato e le sue complessità e sappiamo gestire al meglio una delle fasi più delicate e tecnicamente impegnative dell’intero processo produttivo.
Siamo consapevoli di vivere in un sistema che corre veloce, dove le mode si susseguono rapidamente e spesso si è spinti ad acquistare più del necessario per restare “sul pezzo”. Crediamo però che questa tendenza stia cambiando e che la consapevolezza delle persone stia crescendo.
Produciamo da due a quattro capsule all’anno, ciascuna composta da pochi modelli, due o tre, pensati per essere atemporali e indipendenti dalle tendenze del momento. Si tratta di edizioni limitate, numerate da 1 a 50, realizzate in bioacetato della linea M49 di Mazzucchelli.
Ogni occhiale nasce da un attento lavoro di studio e riflessione: per prima cosa ci interroghiamo sul concetto che vogliamo raccontare e sul messaggio che desideriamo trasmettere attraverso l’oggetto.
Il processo creativo delle vostre capsule è molto importante per il brand. Come nascono le idee e come riuscite a trasformarle in collezioni concrete, mantenendo sempre uno stile coerente e riconoscibile?
L’identità de La Fabbrica Eyewear nasce dall’ambiente che ci circonda ogni giorno: montagne, boschi e natura.
Anche il packaging diventa parte dell’esperienza: inseriamo un olio essenziale di cirmolo per stimolare i sensi e creare un collegamento diretto con la natura. Vogliamo che chi indossa i nostri occhiali percepisca un po’ di quell’aria fresca e pura.
Per quanto riguarda il design, gli spessori più pronunciati ci permettono di giocare con fresature e spigolosità, creando contrasti di ombre e luci che richiamano le linee e le forme delle montagne che ci circondano.
I colori degli acetati, invece, sono pensati per evocare l’atmosfera alpina, arricchiti da giochi di finiture sabbiate, grattate e lucide. È anche da questo insieme di elementi che nasce l’idea di scrivere sulle aste “Handcrafted in Dolomiti”.
Per noi il brand è concepito come un organismo vivo, in continua evoluzione, ma sempre fedele alle proprie radici. In questa direzione si inserisce il lavoro che sta portando gradualmente all’integrazione della componente atlantica, un elemento identitario che richiama le origini di Alejandro e che arricchirà ulteriormente il racconto del marchio.
Tutto questo ci consente di legare ogni capsula a una storia unica. L’ultima collezione invernale, ad esempio, prende ispirazione dall’Enrosadira, il fenomeno naturale per cui le montagne si tingono di rosa e arancio all’alba e al tramonto: abbiamo studiato con cura la palette dei bioacetati per catturare quella luce e quei colori.
La capsule autunnale, invece, composta da tre modelli ispirati a decenni differenti, gli anni Quaranta, Sessanta e Settanta, si chiama TRACCIA e celebra il valore del guardarsi indietro. Osservando ciò che hanno realizzato i nostri genitori o i nostri nonni, possiamo cogliere percorsi, tracce ed eredità preziose che continuano a guidare e ispirare il nostro lavoro.
Ogni collezione è arricchita da dettagli più o meno nascosti e da una palette di colori studiata per richiamare le tonalità e le atmosfere della stagione di riferimento.
Lavorare in un’azienda familiare porta con sé delle sfide particolari. Come gestite l’equilibrio tra vita personale e lavoro?
Ci stiamo lavorando. Non è mai semplice separare vita personale e lavoro. Spesso gli spazi e i tempi si mescolano, ma cerchiamo di definire confini chiari.
Crediamo però che la nostra generazione sia più consapevole rispetto a quella dei nostri genitori: sappiamo che la vita non è fatta solo di lavoro, ma anche di interessi personali, relazioni e tempo per sé.
Questo equilibrio ci permette di essere più creativi, lucidi e motivati.
La Fabbrica Eyewear si rivolge a un pubblico di ottici indipendenti e appassionati di design. Come avete costruito la fiducia dei vostri clienti e cosa rappresenta per voi lavorare con persone che credono in un brand giovane e indipendente?
Siamo estremamente riconoscenti a chi ci ha dato fiducia fin dall’inizio. Non è scontato per un’ottica credere in un brand giovane, ma è proprio questo atteggiamento audace che ci ispira.
I nostri clienti non si circondano di grandi griffe: scelgono di investire in un progetto autentico, in prodotti fatti con passione e competenza.
Questo tipo di relazione va oltre la semplice vendita: è un legame di stima e sostegno reciproco, che ci motiva a migliorare costantemente e a mantenere alto il livello qualitativo dei nostri occhiali.
Nel nostro territorio e tra i nostri clienti vediamo ogni giorno esempi straordinari di entusiasmo, curiosità e appoggio, che ci rendono profondamente grati.
La Fabbrica Eyewear offre anche un servizio di personalizzazione laser dei propri occhiali. Come funziona questo servizio e quali possibilità offre sia agli ottici sia ai clienti finali?
Offriamo agli ottici la possibilità di proporre ai loro clienti una personalizzazione unica, trasformando ogni paio di occhiali in un oggetto ancora più speciale.
Si può incidere il nome del cliente, un motto significativo oppure un piccolo disegno o simbolo, scegliendo se posizionarlo sull’asta o sul frontale, senza compromettere l’estetica dell’occhiale.
Questo tipo di personalizzazione permette ai nostri clienti di sentirsi ancora più legati al prodotto, trasformando l’occhiale in un oggetto ad alto valore emozionale.
