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Enrosadira: la montagna in trasformazione

Con questa capsule abbiamo provato a portare dentro all’occhiale uno dei fenomeni più belli che si possono vedere qui da noi: l’ENROSADIRA.
L’idea era quella di raccontare, attraverso colori e materiali, quel momento in cui la dolomia cambia completamente aspetto e si accende di sfumature che vanno dal rosa all’arancio, dal blu fino al lilla, a seconda della luce e di quanto il sole riesce a colpirla.
Quando siamo andati a fare le foto, ci siamo resi conto ancora una volta di quanto questo fenomeno sia affascinante dal vivo, e anche un po’ impossibile da fermare davvero in un solo istante. Durante il percorso, la dolomia cambiava continuamente colore.
In alcuni momenti appariva fredda e compatta, quasi azzurra nelle zone d’ombra; poco dopo, la stessa parete tratteneva riflessi rosa, lilla, blu e aranciati.
La luce sembrava muoversi sulla roccia e tirare fuori colori che normalmente restano nascosti.
È proprio questa capacità della dolomia di trasformarsi con la luce ad aver guidato tutta la palette di Enrosadira.
Il nome della capsule richiama il fenomeno naturale che, all’alba e al tramonto, colora le Dolomiti di tonalità calde e sorprendenti.
Quando il sole è basso sull’orizzonte, la roccia riflette gradualmente il rosa, il corallo, il lilla e il violetto, mentre le parti più lontane dalla luce rimangono immerse nel blu.
Da questa transizione sono nati i quattro colori della collezione.
Il blu racconta l’ombra, il momento in cui la montagna inizia a conservare il freddo della notte.
Il lilla rappresenta quella tonalità sospesa che appare quando la luce inizia a toccare la roccia.
Il rosa richiama la sfumatura più delicata, quella che si diffonde lentamente sulle pareti dolomitiche e ne cambia il volto.
Il corallo, invece, è il punto di massima intensità: la luce più calda, viva e luminosa dell’enrosadira.
[Qui di fianco le microfibre con le TreCime dipinte prima su carta e poi trasformate in vettoriale ed infine stampate su tessuto]
In fondo, Enrosadira nasce proprio da questa osservazione: la montagna non ha mai un solo colore. Cambia con la luce, con l’ora del giorno e con la distanza dello sguardo.
La collezione prova a conservare proprio quel momento, breve e mutevole, in cui la dolomia sembra accendersi.

